Santa Lucia:
Il nome Lucia proviene dal latino lux e significa luce, luminosa, illuminante.La leggenda, affermatasi dopo il Mille, parla di occhi strappati dalle orbite.Lucia protegge ciechi, oculisti, elettricisti, sarti e ricamatrici, donne di malavita pentite.Forse l'omaggio più pertinente è venuto dagli speziali del Medioevo, che prepararono una specie di collirio dall'esplicito nome di "Santa Lucia".Ricca, probabilmente bella e promessa sposa ad un giovane della sua città, Siracusa, Lucia sembrava destinata alla vita normale delle ragazze del III-IV secolo dopo Cristo: moglie e madre di famiglia. Il padre si chiamava forse Lucio poiché era allora vigente una norma romana che imponeva il nome del padre alle figlie.La madre si chiamava Eutychie o Eutichia.A causa di una malattia che aveva colpito la madre, Lucia decise d'andare a Catania per pregare sulla tomba della martire Agata.Qui Dio la scelse per un grande progetto: la martire infatti le apparve chiedendole di dedicare la propria vita ai più poveri, ai piccoli emarginati e sofferenti.Tornata a Siracusa ruppe il fidanzamento e, con una lampada fissata al capo, iniziò a percorrere i lunghi e angusti cunicoli delle catacombe per distribuire i beni della sua cospicua dote ai più poveri.Il fidanzato, forse più attirato dalle ricchezze di famiglia che da un amore sincero, decise di accusare Lucia, davanti al terribile prefetto Pascasio, di essere cristiana.Arrestata, minacciata e torturata, si proclamò comunque seguace di Cristo e non accettò di abiurare la propria fede.Per Pascasio,quella ragazza era troppo forte per essere "piegata", doveva morire: la espose nel pubblico postribolo; Lucia disse allora che "il corpo viene contaminato solo se l'anima acconsente" e così nessuno, nemmeno sei uomini e sei i buoi, riuscì a smuovere il corpo esile divenuto miracolosamente pesantissimo.Prima dell'esecuzione capitale però Lucia riuscì a ricevere l'Eucaristia e preannunciò sia la morte di Diocleziano, avvenuta di lì a pochi anni, sia la fine delle persecuzioni, terminate nel 313 d.C. con l'editto di Costantino che sanciva la tolleranza religiosa e la libertà di culto.

Ogni prima domenica di Maggio, si ha la festività di S. Lucia delle quaglie che prende il nome da un evento storico: la fine di una carestia attorno al 1600. I siracusani avendo invocato la protezione di Lucia, ne avevano portato in processione il simulacro. Un volo di quaglie, proveniente dal porto, preannunciò l'arrivo di una nave carica di cereali. Si gridò, quindi, al miracolo. Durante la festa, ai nostri giorni, vengono liberate delle quaglie, a ricordo dell'evento.E' per questo che a Palermo si mangiano riso e arancine soltanto!